Bordeaux non è solo la capitale mondiale del vino, ma una delle mete più dinamiche per gli studenti internazionali. Lo conferma Giacomo, che ha scelto questa città e la prestigiosa Kedge Business School per il suo progetto Erasmus, attratto da un’offerta accademica stimolante e da una vita cittadina a misura di giovane.
Com’è il metodo didattico alla Kedge? Cosa ti ha colpito di più rispetto all’Italia?
“L’impatto con il sistema francese è stato una piacevole scoperta. A differenza dell’approccio teorico spesso prevalente in Italia, la Kedge punta tutto sul ‘learning by doing’.
– Progetti al centro: Gli esami hanno un approccio molto pratico e project-oriented. I lavori di gruppo e i progetti finali pesano dal 50% fino al 100% del voto.
– Classi a misura d’uomo: Con classi fisse di meno di 20 persone, ho vissuto un’esperienza quasi ‘scolastica’, che ha favorito un rapporto eccellente e diretto con i docenti.
– Integrazione totale: Frequentando i corsi in inglese o francese, mi sono ritrovato in un ambiente multiculturale dove l’integrazione con gli studenti locali è immediata.”
Come si vive a Bordeaux dal punto di vista pratico? Hai qualche consiglio su trasporti e alloggio?
“Nonostante un costo della vita in linea con il sud della Francia (quindi mediamente alto), la città offre ottimi servizi per gli studenti:
– Mobilità smart: con 35€ al mese ho usufruito di un abbonamento completo per bus, tram e persino il battello che attraversa la Garonna.
– Il nodo alloggio: consiglio vivamente di muoversi in anticipo nella ricerca della casa, dato che il mercato è competitivo. Un aiuto fondamentale arriva però dal CAF, il sussidio statale francese che supporta gli studenti nel pagamento dell’affitto.”
Come hai vissuto la socialità e il tempo libero a Bordeaux?
“Bordeaux è una città sicura e vibrante. Le zone di Victoire e del centro sono il cuore della movida, con eventi dedicati agli Erasmus quasi ogni sera. Un ruolo chiave lo gioca l’associazione Melting Potes, che organizza attività per connettere ragazzi da tutto il mondo. E per i momenti di pausa? Bisogna assolutamente andare a fare surf sull’oceano, senza dimenticare la comodità di poter viaggiare facilmente verso la Spagna o il sud della Francia.”
Alla fine, com’è andato questo Erasmus? Cosa diresti a chi sta pensando di partire per Bordeaux?
“Le mie aspettative erano altissime e sono state confermate. Il mio consiglio per chi parte? Prepararsi al fatto che i locali parlano quasi solo francese, ma la loro cordialità e l’energia della città rendono l’Erasmus a Bordeaux un’esperienza indimenticabile.”
Articolo di Chiara Manzo






