Il 12 maggio 2025 gli studenti del secondo anno di Trade e Consumer Marketing hanno potuto assistere alla testimonianza di Cecilia Copercini, E-Commerce Manager di Julian Fashion, durante il corso di E-commerce and Digital Analytics condotto dalla professoressa Giada Salvietti.
Julian Fashion è una boutique multi-brand che ha saputo traghettare l’eccellenza sartoriale italiana nell’era digitale, espandendosi in Romagna, San Marino e nel mondo grazie a una strategia
omnicanale all’avanguardia e una visione imprenditoriale resiliente e innovativa.
Julian Fashion e la sua visione imprenditoriale
Nel panorama del fashion luxury italiano, Julian Fashion è un caso esemplare di evoluzione e visione. Essa rappresenta ad oggi un’importante realtà multi-brand della moda e della ricerca, nonostante sia nata a Ravenna nel 1959 come una piccola merceria a conduzione familiare.
La svolta si ha con Giuliano Zabberoni, che insieme alla prima moglie Lia Randi, guida il riposizionamento del marchio verso l’alta moda, aprendo nel 1963 una seconda boutique a Milano Marittima. Questo nuovo punto vendita diventa ben presto un riferimento per la moda di lusso, ospitando brand di rilievo come Giorgio Armani, Krizia, Walter Albini, Daily Blue, Loro Piana e persino abiti da sposa di alta moda. Milano Marittima diventa così la sede principale dell’azienda, oggi gestita da Sabina Zabberoni – figlia di Giuliano – e Anzia Alici, partner di lunga data di Giuliano.
La visione di famiglia si rinnova nel 2014 con Giulia Tondini, figlia di Sabina, che lancia l’e- commerce julianfashion.com, portando la boutique di Milano Marittima nel mondo digitale. Tra il 2019 e il 2020 Julian Fashion rafforza la propria presenza fisica nel territorio emiliano- romagnolo, acquisendo due boutique storiche a Rimini e altre due a Lido degli Estensi. Oggi conta otto punti vendita multi-brand nella regione e un team di oltre 120 dipendenti.
E-commerce di moda: come si costruisce un’esperienza di lusso online
Il canale online si integra perfettamente con l’esperienza in boutique, consolidando un modello omnicanale che unisce tradizione e innovazione. Fare e-commerce in Julian Fashion non significa solo vendere online, ma partecipare attivamente alla crescita aziendale attraverso:
- Espansione internazionale del brand
- Curatissimo catalogo prodotti
- Servizio clienti dedicato e di alto livello
- Logistica ottimizzata e time-to-market strategico
- Integrazione di diversi sistemi evoluti
- CRO e UX con valutazioni periodiche e miglioramenti continui
- Data-driven marketing e automazione delle attività
Gli elementi chiave di un e-commerce di lusso
Quando si parla di e-commerce nel settore luxury, ci sono alcuni fattori chiave che determinano il successo:
- Il catalogo prodotti, che deve rispecchiare la selezione esclusiva e coerente del brand.
- La customer care, che va ben oltre l’assistenza e diventa parte dell’esperienza di acquisto.
- La logistica, che deve essere veloce, affidabile e riflettere il servizio premium.
- La piattaforma tecnologica, fondamentale per offrire prestazioni elevate, sicurezza e una navigazione fluida.
Il vero fattore differenziante nel lusso online non è solo avere i prodotti: è saperli raccontare e supportare. Per Julian l’esperienza del cliente è un asset irrinunciabile, in quanto la relazione umana e la capacità di leggere il bisogno dietro un acquisto, fanno la differenza.
Il team di customer care, composto da professionisti formati in moda e tendenze, lavora su sei lingue, presidia canali rapidi come WhatsApp ed e-mail.
Un lusso non può permettersi ritardi o disservizi. Ecco perché Julian ha strutturato una logistica mista: un magazzino centralizzato a Savio, affiancato dalle boutique fisiche da cui viene prelevata la merce in tempo reale. Il risultato? Consegna in 48 ore worldwide, anche nei momenti critici come l’alluvione del 2023.
La scelta del corriere non si basa solo sul prezzo, ma sulla qualità del servizio e sulla capacità di trattare un prodotto da 1.000 euro con la cura che merita.
In un mondo dove la moda detta anche i trend tecnologici, la scelta della piattaforma non è mai neutrale: dev’essere integrabile, stabile e reattiva ai cambiamenti di mercato.
Il time-to-market è cruciale. Grazie a uno shooting interno e a descrizioni prodotto proprietarie, Julian riesce a distinguersi dai competitor che vendono gli stessi articoli. Il contenuto, quindi, è parte della strategia di branding tanto quanto lo è il prodotto stesso.
Julian Fashion e i successi di oggi
Julian Fashion dimostra che è possibile trasferire l’eleganza, la cura e la personalizzazione tipiche del retail fisico anche in un contesto digitale. L’e-commerce diventa così non solo un canale di vendita, ma un’estensione coerente dell’identità di marca. A differenza dei monobrand, che faticano a mantenere alti volumi senza una brand awareness globale, Julian ha puntato tutto sulla forza del multi-brand: oltre 400 marchi in catalogo e 60.000 SKU all’anno, che ruotano costantemente per assecondare la stagionalità e i trend.
Julian Fashion, pertanto, non è solo un caso di successo: è la dimostrazione concreta che l’e- commerce del lusso può evolversi senza perdere la sua identità. Dalla merceria del 1953 al marketplace mercato globale, ogni passaggio è stato guidato da visione, competenza e capacità di adattamento.
Domande dei Traders
Per mantenere un vantaggio competitivo, c’entrano gli acquisti di impulso?
“Sicuramente c’è una componente di acquisto di impulso, però stiamo parlando di un target price dove l’impulso viene un po’ meno. C’è un “effimero” bisogno più che un impulso, nel senso che tu sogni, ad esempio, una borsa di lusso. Quella borsa, però è però in assortimento da molti dei nostri competitor. Quindi per me fotografarla, scrivere la descrizione e metterla online prima degli altri competitors è un vantaggio competitivo perché aumenta la probabilità di poter rispondere a quel bisogno. La componente di impulso è cercare di rispondere al tuo sogno nel momento in cui ce l’hai. Quindi meno impulso e più orientati al futuro.”
Come fate a intercettare così velocemente i brand della moda?
“Noi abbiamo un ufficio acquisti che è composto da circa 20 persone: la responsabile buying, Ebru Sipahi, manager di livello internazionale con pluriennale esperienza nel settore, interpreta e completa l’impronta e la visione della proprietà che partecipa sempre attivamente alla scelta del prodotto poiché questo rappresenta ,il nostro essere, la nostra storia!
Intercettare il trend è molto personale ma anche numerico. Analisi numeriche del venduto e analisi delle ricerca sul sito, sono un indice di cosa sta andando in voga, ma quelle vendite e quelle ricerche sono già lì, non possono essere da sole la guida per nuovi acquisti. Quindi il guizzo per intercettare i brand è ancora molto “qualitativo” e c’è sia gusto personale dei buyer dietro sia una conoscenza dovuta alla rete di relazioni ,essendo player importanti del settore da anni si vanno a creare.”
Articolo scritto da Gabriele Bonsignore
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